Il contante è libertà

Stringi stringi, questo è quel che volevamo dire: il contante è libertà.

Mentre il tuo conto corrente e il tuo bancomat possono essere bloccati a capriccio del sovrano, la banconota al portatore non può essere sequestrata con un clic. La Grecia, Cipro e ora il Libano insegnano una lezione che pochi hanno compreso: che il contante è libertà. Certo, può essere usato per attività illecite. Esattamente come l’automobile o il cacciavite della casta degli attrezzi o qualunque altra cosa, che possono essere usati anche per fare il male. E il male, terminiamo nella discussione: se s’estirpa il male, impedendolo, si commette un crimine negando il libero arbitrio, quindi la natura intima dell’uomo, la sua libertà fondamentale, che è di scegliere tra il bene e il male. Non licenza, dato che al male segue la punizione, ma libertà.

COP27

Il COP27, la conferenza internazionale sul cambiamento climatico, che aveva generato tante attese, ha data un risultato assai modesto. 

Il clima (è il caso di dirlo) generale è cambiato e altre preoccupazioni tormentano l’umanità di questi tempi.
La guerra in Ucraina, che minaccia di tenerci al freddo. è un potente motore di riflessione. 

Inoltre i paesi più importanti per le emissioni, Cina in testa, ormai non fanno nemmeno più finta di volersi adattare alle smanie dirigistiche dei politici che cavalcano il tema del cambiamento climatico.

Google e l’illegalità

Il nostro account è stato chiuso con una decisione arbitraria e senza appello e nemmeno sappiamo cos’è successo.

Questo intollerabile atteggiamento dei social, che si permettono di limitare a capriccio la possibilità di espressione del pensiero, è diventato un problema e una peste che affligge il nostro tempo.

Pubblicheremo su altri social i nostri contenuti e ve ne daremo notizia ma è evidente che la soluzione non è questa.

http://www.radiasvaboda.net/FILES/Napalm/Cronache-36.mp3

L’Italia desta

Per una volta tanto non parliamo male del nostro paese e sfuggiamo al vezzo nazionale della lagna.
Parliamo di informatizzazione , di PEC, di SPID, di firma digitale e via dicendo.
Cose nelle quali la nostra pubblica amministrazione è all’avanguardia.
Salvo, certo e ovvio, avere rugginosità e incredibili idiozie a rendere a volte inverosimile il quadro.
Ma un po’ alla volta le cose si sono sistemate.

E’ un po’ la rappresentazione plastica dell’Italia, un paese variegato, diviso tra eccellenze e baronie, tra innovazione e regresso.

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